
Ispirata direttamente all’episodio 114 di Naruto Shippuden, l’opera adotta una posa maestosa, degna di un museo. Con un’espressione impassibile e gli occhi scarlatti animati dallo Sharingan, Sasuke si erge, irradiando una terrificante sicurezza. La sua camicia bianca è leggermente aperta, rivelando i segni maledetti di Orochimaru, che si estendono con precisione lungo il torso e il collo, a simboleggiare la fine di questa leggendaria battaglia. Con una calma imperiale, estrae la spada mentre il piede poggia sulla sua vittima. La narrazione visiva sulla base è impressionante: Sasuke calpesta la testa mozzata della forma rettiliana di Orochimaru, la cui bocca spalancata e la lingua sporgente testimoniano la sua sconfitta. Alle sue spalle, l’ambientazione del covo è ricreata con assi di legno spezzate e macchiate di sangue, su cui è inchiodato il tradizionale simbolo con il kanji per “Serpente” (蛇). Una tecnica di pittura a cel-shading in alcune aree accentua l’effetto anime per una resa più realistica.